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IMU e TASI ridotte per i contratti a canone concordato


news del 11/06/2018

 

Per gli immobili locati con tali contratti spetta una riduzione del 25% rispetto all’aliquota stabilita dal Comune

Il comma 53 dell’art. 1 della L. n. 208/2015 (legge di stabilità 2016), inserendo il comma 6-bis all’art. 13 del DL 6 dicembre 2011 n. 201, ha introdotto, con effetto dal 2016, una riduzione valevole ai fini IMU e TASI per gli immobili locati con contratti a canone concordato.

Innanzitutto l’agevolazione si applica a tutti i contratti individuati dal comma 3 dell’art. 2 della L. n. 431/98 e quindi ai contratti “agevolati” per finalità abitative aventi durata minima di tre anni con obbligo di proroga di altri due, salvo gli specifici casi di diniego, nonché a quelli di natura transitoria per il soddisfacimento di particolari esigenze delle parti con durata non superiore a 18 mesi e a quelli relativi agli studenti universitari.
Pertanto, sulla base del DM 30 dicembre 2002 del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e del successivo DM 16 gennaio 2017, nel caso l’accordo locale sia già adottato, tutti i Comuni possono stabilire fasce di oscillazione del canone di locazione all’interno delle quali, secondo l’ubicazione e le caratteristiche dell’edificio e dell’unità immobiliare, può essere concordato, tra le parti, il canone per i singoli contratti a uso abitativo aventi durata non inferiore a tre anni.

Invece, per i contratti di locazione di durata transitoria, la cui durata non può essere inferiore a un mese e superiore a 18 mesi, la determinazione del canone è rimessa alla volontà delle parti, salvo per gli immobili ricadenti nelle aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo e Catania, nei Comuni con esse confinanti e negli altri Comuni capoluogo di Provincia per i quali sono definiti i valori minimi e massimi.

Infine, nei Comuni sede di università o di corsi universitari distaccati e di specializzazione nonché nei Comuni limitrofi e qualora il conduttore sia iscritto a un corso di laurea o di perfezionamento ovvero di specializzazione in un Comune diverso da quello di residenza, possono essere stipulati contratti per studenti universitari di durata non inferiore a sei mesi e non superiore a tre anni sottoscrivibili dal singolo studente o da gruppi di studenti universitari o dalle aziende per il diritto allo studio. Anche in questo caso i canoni di locazione sono compresi tra un valore minimo e un massimo in base alla zona e alle condizioni dell’edificio.

In ogni caso tutte e tre le tipologie di contratto devono essere redatte sulla base di appositi modelli contenuti nei citati decreti ministeriali o di quelli definiti dai singoli comuni.
I contratti possono essere stipulati anche nei Comuni non ad alta tensione abitativa, in quanto il DM 14 luglio 2004 ha disciplinato le fasce di oscillazione da utilizzare per i contratti “agevolati” nel caso in cui non siano stati definiti gli accordi locali, mentre il DM 10 marzo 2006 ha stabilito le condizioni per la stipula dei contratti di locazione transitori e di quelli per studenti universitari sempre in assenza di accordi locali.

Occorre inoltre tenere presente che il DM 16 gennaio 2017, riscrivendo le regole in merito all’attestazione dei requisiti per poter stipulare i contratti a canone concordato, ha previsto l’assistenza, nella definizione del canone, delle rispettive organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori e, in alternativa, l’attestazione, da parte di un’organizzazione firmataria dell’accordo, della rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all’accordo stesso.
Pertanto, come precisato nella ris. Agenzia delle Entrate 20 aprile 2018 n. 31, nei Comuni che abbiano già adottato il nuovo accordo, a partire dai contratti stipulati in base al nuovo DM privi dell’assistenza delle associazioni, tale attestazione costituisce elemento necessario ai fini della fruizione delle agevolazioni fiscali.

Come accennato in premessa, se l’immobile è locato con uno di questi contratti, il proprietario può usufruire di una riduzione dell’IMU del 25% rispetto all’aliquota stabilita dal Comune. L’agevolazione si estende anche alla TASI per cui, in questo caso, potranno usufruirne sia il locatore che il conduttore.

Infine la riduzione si applica anche all’eventuale aliquota ridotta deliberata dai Comuni “ad alta tensione abitativa” per gli immobili locati a titolo di abitazione principale ai sensi dell’art. 2 comma 3 della L. 431/98 oppure agli studenti universitari fuori sede ai sensi dell’art. 5 comma 2 della L. 431/98.

[Fonte Eutekne]

 

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