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Pagamenti tracciati in dichiarazione per l’accertamento «ridotto»


news del 20/06/2018

 

Per fruire della riduzione di due anni dei termini occorre dar conto della sussistenza dei requisiti nel modello REDDITI 2018

 

I soggetti IVA che per l’anno 2017 si sono avvalsi del regime opzionale di trasmissione dei dati delle fatture e che hanno garantito la tracciabilità dei pagamenti superiori a 30 euro possono beneficiare della riduzione dei termini di accertamento nella misura di due anni, a condizione che comunichino la sussistenza dei relativi requisiti nell’ambito del modello REDDITI 2018.
Per l’anno 2017 la comunicazione è effettuata barrando la casella presente nel rigo RS136 del modello PF o del modello SP, ovvero nel rigo RS269 del modello SC.

L’agevolazione in argomento è prevista dall’art. 3 comma 1 lett. d) del DLgs. 127/2015 (nel testo vigente al 31 dicembre 2017) e consiste nella riduzione dei termini di decadenza per gli accertamenti ai fini dell’IVA e delle imposte sui redditi (di cui all’art. 57 comma 1 del DPR 633/72 e all’art. 43 comma 1 del DPR 600/73), limitatamente ai redditi d’impresa e di lavoro autonomo dichiarati dai soggetti passivi.
Possono beneficiarne i soggetti passivi IVA che, per l’anno di riferimento, soddisfano i seguenti requisiti:
- si sono avvalsi del regime opzionale per la trasmissione dei dati delle fatture, ovvero, per quanto riguarda i commercianti al minuto, anche del regime di trasmissione dei corrispettivi di cui al DLgs. 127/2015;
- hanno eseguito e ricevuto i pagamenti di importo superiore a 30 euro utilizzando esclusivamente i mezzi tracciabili di cui all’art. 3 del DM 4 agosto 2016 (bonifico bancario o postale, carta di debito o di credito, ovvero assegno bancario circolare o postale recante clausola di non trasferibilità).

L’agevolazione è negata se il soggetto passivo ha omesso di comunicare i dati delle fatture e/o dei corrispettivi ovvero se li ha comunicati in modo errato. Infatti, tale violazione comporta la cessazione degli effetti premiali connessi al regime opzionale, a meno che il soggetto provveda a inviare i dati corretti entro i termini di cui all’art. 5 del DLgs. 127/2015.
La riduzione dei termini di accertamento è altresì negata se, nell’anno di riferimento, il soggetto ha effettuato o ricevuto anche un solo pagamento (superiore a 30 euro) in contanti ovvero utilizzando altri strumenti diversi da quelli previsti.

Inoltre, sebbene la norma primaria (art. 3 del DLgs. 127/2015) non ponga ulteriori condizioni per fruire dell’agevolazione, l’art. 4 del DM 4 agosto 2016 stabilisce che l’omessa comunicazione dei requisiti nell’ambito della dichiarazione dei redditi annuale comporta l’inefficacia della riduzione dei termini di accertamento. Di qui l’importanza dell’adempimento comunicativo per i soggetti in possesso dei requisiti previsti.

Peraltro, la sussistenza dei requisiti dovrà essere comunicata in relazione a ciascun periodo d’imposta, barrando la casella presente nella relativa dichiarazione.

Sebbene il quadro normativo di riferimento per l’applicazione dell’agevolazione sia stato modificato per effetto dell’ultima legge di bilancio (in vista dell’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica), anche per il periodo d’imposta 2018 dovrebbe continuare ad applicarsi la disciplina fin qui richiamata (art. 3 comma 1 lett. d) del DLgs. 127/2015 e artt. 3 e 4 del DM 4 agosto 2016).

Infatti l’art. 3 del DLgs. 127/2015 è stato modificato dal 1° gennaio 2018, disponendo nuovi e diversi requisiti per beneficiare della riduzione dei termini per l’accertamento. In particolare, stabilisce che la suddetta riduzione si applica ai soggetti passivi IVA di cui all’art. 1 del DLgs. 127/2015 (dunque alla generalità dei soggetti passivi residenti, stabiliti o identificativi ai fini IVA in Italia) che garantiscono la tracciabilità dei pagamenti superiori a 500 euro, estendendo così la platea dei soggetti (potenzialmente) beneficiari.

La disciplina dovrebbe applicarsi anche per il periodo d’imposta 2018

Tuttavia, anche sulla base di quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate circa la validità del regime opzionale di trasmissione dei dati delle fatture, le nuove disposizioni dovrebbero trovare applicazione soltanto a partire dal 2019, in quanto strettamente connesse al nuovo obbligo di fatturazione elettronica previsto a partire da tale anno.

Anche per il 2018, dunque, si ritiene che la riduzione dei termini di accertamento resterà subordinata ai requisiti previsti dall’art. 3 comma 1 lett. d) del DLgs. 127/2015 e i soggetti passivi IVA che intendono usufruirne dovranno darne comunicazione nella dichiarazione dei redditi annuale relativa al 2018.

 

[Fonte: Eutekne]


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