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Compensazione delle cartelle per i creditori della P.A. anche per il 2018


news del 03/08/2018

 

La proroga è contenuta nel Ddl. di conversione del decreto «dignità» approvato dalla Camera

 

Anche nel 2018 le imprese e i lavoratori autonomi che vantano crediti commerciali e professionali nei confronti della P.A. potranno compensarli con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo. La disposizione è contenuta, per effetto di un emendamento approvato nelle Commissioni Finanze e Lavoro della Camera, nel disegno di legge di conversione del DL n. 87/2018. Il c.d. decreto “dignità” ha ottenuto ieri, con 312 voti favorevoli, 190 contrari e un astenuto, il via libera dall’Aula di Montecitorio in prima lettura. Il testo passa ora al Senato.

Con il nuovo art. 12-bis del DL 87/2018, viene stabilito che le disposizioni dell’art. 12, comma 7-bis del DL 145/2013, già prorogate negli scorsi anni, si applicano anche per l’anno 2018. Pertanto, anche quest’anno potranno essere utilizzati in compensazione, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, i crediti:
- maturati nei confronti di Pubbliche Amministrazioni;
- vantati da imprese, per somministrazioni, forniture e appalti, oppure da lavoratori autonomi, per prestazioni professionali;
- non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, che sono stati oggetto di apposita certificazione da parte dell’Ente debitore, secondo le modalità previste dal DM 22 maggio 2012 e dal DM 25 giugno 2012.

Possono essere utilizzati in compensazione i crediti maturati nei confronti delle seguenti Pubbliche Amministrazioni, di cui all’art. 1, comma 2 del DLgs. 30 marzo 2001 n. 165:
- amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, aziende ed amministrazioni dello Stato a ordinamento autonomo;
- Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, e loro consorzi e associazioni;
- istituzioni universitarie;
- Istituti autonomi case popolari;
- Camere di commercio e loro associazioni;
- enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali;
- amministrazioni, aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale;
- Agenzie fiscali e Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN);
- CONI (fino alla revisione organica della disciplina di settore).

A differenza degli scorsi anni, la proroga al 2018 della compensazione in esame, per essere operativa, non richiede l’emanazione di un apposito decreto attuativo del Ministero dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello Sviluppo economico. La norma introdotta nel decreto “dignità”, infatti, richiama direttamente le modalità attuative previste dal decreto del MEF del 24 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 ottobre 2014 n. 236, stabilendo che la compensazione è possibile con riferimento ai carichi affidati agli agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2017.
In sostanza, nella norma “primaria” è stato inserito anche quanto veniva normalmente previsto dal DM attuativo, posticipando di un anno il riferimento ai carichi compensabili.

La nuova modalità di compensazione dei crediti commerciali e professionali potrà quindi essere esercitata:
- a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del “DL dignità” (giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale);
- in relazione a tributi erariali, regionali e locali, contributi previdenziali e assistenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, entrate spettanti all’Ente che ha rilasciato la certificazione, nonché per gli oneri accessori, gli aggi e le spese a favore dell’agente della riscossione, relativi ai carichi affidati entro il 31 dicembre 2017;
- qualora la somma affidata all’Agente della Riscossione sia inferiore o pari al credito vantato.

La compensazione in esame avviene a richiesta del creditore, che dovrà presentare all’agente della riscossione competente la certificazione del credito rilasciata dalla Pubblica Amministrazione debitrice.
L’agente della riscossione dovrà verificare l’esistenza e la validità di tale certificazione e, in caso di esito positivo della verifica, estinguerà il debito iscritto a ruolo o derivante da atti esecutivi, limitatamente all’importo corrispondente al credito certificato che si intende utilizzare in compensazione. L’utilizzo in compensazione dell’importo del credito certificato, infatti, potrà avvenire anche parzialmente.

Per le somme che non rientrano nell’ambito di applicazione della disciplina in esame, in quanto superiori al credito vantato, resta ferma la possibilità di compensazione “ordinaria” ai sensi dell’art. 28-quater del DPR 602/73 e dei relativi provvedimenti attuativi (DM 25 giugno 2012 e DM 19 ottobre 2012), qualora si tratti di somme dovute relative a cartelle di pagamento e atti esecutivi, notificati entro il 30 settembre 2013 (limite così stabilito dall’art. 40 del DL 66/2014).

 

[Fonte: Euteknee]


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