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Interessi per mutui agrari detraibili per tutti i terreni


news del 04/09/2018

 

Detrazione a prescindere dalla tipologia di terreno, dalla data di stipulazione del contratto e dal fatto che il mutuo sia garantito o meno da ipoteca

 

La detrazione IRPEF relativa agli interessi passivi pagati sul mutuo agrario spetta a prescindere dalla tipologia di terreno.
Lo ha ribadito l’Agenzia delle Entrate in risposta a un quesito posto da un contribuente sulla propria rivista telematica e pubblicato nella sezione “La posta” il 16 agosto 2018, sulla scorta del chiarimento contenuto nella circolare 27 aprile 2018 n. 7.

La norma di riferimento è l’art. 15 comma 1 lett. a) del TUIR, secondo cui compete la detrazione IRPEF del 19% degli interessi passivi, gli oneri accessori (es. commissioni, provvigioni, assicurazioni, spese notarili e ipotecarie se i mutui sono garantiti da ipoteca) e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione pagati in dipendenza di prestiti o mutui agrari di ogni specie, nel limite dei redditi dei terreni dichiarati.

La detrazione spetta a prescindere dalla data di stipulazione del contratto di mutuo e indipendentemente dal fatto che il mutuo sia garantito o meno da ipoteca.
Al riguardo la norma dispone che, al fine di poter fruire del beneficio fiscale in questione, i soggetti finanziatori devono essere residenti in Italia o residenti in uno Stato membro dell’Unione europea oppure devono essere stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.
L’agevolazione, tuttavia, è fruibile soltanto da parte del soggetto intestatario del contratto di prestito o mutuo agrario.

Come precisato dall’Amministrazione finanziaria, i contratti oggetto dell’agevolazione sono finanziamenti sia di esercizio che di miglioramento a breve, medio e lungo termine previsti dalla legge per l’ordinamento del credito agrario. Il prestito o mutuo agrario può riguardare, senza limitazioni, qualsiasi tipologia di terreno.
Ai fini della detrazione, inoltre, è stabilito che i suddetti oneri rilevano fino a concorrenza dell’ammontare dei redditi dei terreni dichiarati.

 

L’agevolazione compete nel limite dei redditi dei terreni dichiarati

L’importo ammesso in detrazione, quindi, non può essere superiore alla somma dei redditi dominicali e agrari dichiarati tenendo conto delle rispettive rivalutazioni (80% per il reddito dominicale e 70% per il reddito agrario) e, in aggiunta, dell’ulteriore rivalutazione che a decorrere dal 2016 è pari al 30% (art. 1 comma 512 della L. 228/2012).
Al riguardo, le istruzioni al modello REDDITI PF precisano che rilevano anche i redditi dei terreni derivanti dal quadro RH (redditi di partecipazioni in società di persone e assimilate).

Gli altri redditi derivanti dai terreni, quali le plusvalenze da cessione a titolo oneroso e il corrispettivo per la concessione in affitto per uso non agricolo, non risultano rilevanti ai fini della detraibilità degli interessi passivi (circ. Agenzia delle Entrate n. 7/2018).

 

[Fonte Eutekne]


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