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Fattura elettronica: il recapito “anomalo” comporta l’obbligo di avviso


news del 24/01/2019

 

Tra le criticità che si sono riscontrate in queste prime settimane di utilizzo della fatturazione elettronica, vi è senz’altro quella del recapito “anomalo” nell’area riservata dell’acquirente del file xml. In questi casi, il provvedimento del 30 aprile 2018, così come modificato dal provvedimento del 21 dicembre 2018, pone a carico del fornitore l’obbligo di avvisare il cessionario/committente che la fattura è disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate, e inviare al destinatario una copia di "cortesia" della fattura emessa. 

L’invio della fattura elettronica da parte dell’emittente è indipendente dal canale di ricezione scelto dal destinatario, mentre il recapito dipende dalle scelte del cessionario/committente. Dopo avere predisposto la fattura, il file viene trasmesso al sistema SDI tramite la PEC, o i vari servizi informatici o software messi a disposizione.

Per individuare su quale canale indirizzare la fattura, il sistema di interscambio verifica la registrazione del ricevente che ha indicato le modalità con cui intende ricevere i documenti, e di fatto viene eletto un indirizzo telematico, (una casella di Pec o un codice destinatario attribuitogli a seguito dell’accreditamento). In questo caso il sistema indirizzerà le fatture e le note di variazione all’indirizzo telematico registrato,  a prescindere da quanto indicato dall’emittente nel campo “codice destinatario”.

Tuttavia, può accadere che, per cause tecniche non imputabili al SdI, il recapito non sia possibile (ad esempio, casella PEC piena o non attiva ovvero canale telematico non attivo). In tale evenienza si verificano i seguenti passaggi:

  1. il SdI rende disponibile al cessionario/committente la fattura elettronica nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate;
  2. il SdI comunica al soggetto trasmittente che il recapito non è stato possibile;
  3. il cedente/prestatore è tenuto tempestivamente a comunicare al cessionario/committente che l’originale della fattura elettronica è a sua disposizione nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate.

La comunicazione del fornitore all’acquirente deve essere effettuata per vie diverse dal SdI, anche attraverso una semplice e-mail del seguente tenore: “Gentile cliente, la presente per comunicarle che in allegato troverà una copia della fattura elettronica presente in originale nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate”. Difatti, è possibile allegare all’e-mail una copia della fattura elettronica in pdf.

La stessa procedura si applica nel caso in cui il cessionario/committente soggetto Iva non abbia utilizzato il servizio di registrazione, ma comunque abbia fornito il proprio indirizzo telematico (codice destinatario o PEC) al cedente/prestatore e, per cause tecniche non imputabili al SdI, il recapito non si sia perfezionato nel modo corretto.

Ancora, laddove il cessionario/committente, oltre a non aver utilizzato il servizio di registrazione, non abbia nemmeno comunicato al cedente/prestatore il codice destinatario ovvero la PEC attraverso cui intende ricevere la fattura elettronica, il fornitore, ai fini dell’invio del file, deve indicare nel campo “CodiceDestinatario” il codice convenzionale di sette zeri; comunque, anche in tale ipotesi, il cedente/prestatore deve comunicare al cliente, sempre per vie diverse dal SdI, che l’originale della fattura elettronica è a sua disposizione nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate.In tutti questi casi, sebbene si verifichi una "impossibilità di recapito", la fattura elettronica deve essere considerata emessa a tutti gli effetti e la data di ricezione è rappresentata dalla data di presa visione da parte dell’acquirente. In altri termini, il file xml ha superato i controlli del SdI e non è stato scartato. Pertanto, l’Iva indicata è dovuta.

La copia informatica o analogica della fattura elettronica, eventualmente consegnata dal fornitore all’acquirente per informalo che il file xml è disponibile nella sua area riservata, proprio in quanto talenon rappresenta un valido documento ai fini Iva; pertanto:

  • per il cedente/prestatore non dovrebbe sussistere la necessità di indicarvi che trattasi di una copia di cortesia;
  • non consente all’acquirente l’esercizio della detrazione.
  • un consumatore finale oppure
  • un minimo o un forfettario,

il fornitore, per l’invio del file xml, deve inserire il codice convenzionale di sette zeri nel campo “CodiceDestinatario” e consegnare al cliente una copia informatica o analogica della fattura elettronica comunicandogli che il documento è messo a sua disposizione dal SdI nell’area riservata del sito webdell’Agenzia delle entrate. In tal caso, però, la data di ricezione coincide con la data di messa a disposizione.

 

Fonte: Euroconference

 

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