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LIQUIDAZIONE DELLA ROTTAMAZIONE DEI RUOLI FAVOREVOLE AL CONTRIBUENTE


news del 30/06/2017

In questi giorni sono state recapitate ai contribuenti le comunicazioni di liquidazione delle somme da rottamazione dei ruoli, che, ai sensi dell’art. 6 del DL 193/2016, l’Agente della riscossione deve notificare entro il prossimo 15 giugno.
Si rammenta che, previa presentazione della domanda entro lo scorso 21 aprile 2017, il debitore poteva rottamare i ruoli/accertamenti esecutivi/avvisi di addebito consegnati ad Equitalia entro il 31 dicembre 2016, beneficiando dell’intero stralcio degli interessi di mora e delle sanzioni amministrative.
I versamenti devono avvenire, come da disposizione di legge, a luglio, settembre, novembre 2017 e ad aprile e settembre 2018, oppure a luglio 2017 se il versamento è in unica soluzione.
Tre sono gli aspetti degni di nota che emergono da un esame delle comunicazioni, nel complesso favorevoli al contribuente, aspetti che, a grandi linee, sono anche stati messi in evidenza ieri nella pagina dedicata del sito di Equitalia.
Per prima cosa, si afferma espressamente che la comunicazione rappresenta un atto impugnabile dinanzi alla giurisdizione tributaria o alla diversa giurisdizione competente.
Si tratta di una precisazione ovvia, in quanto l’eventuale diniego, parziale o totale, rappresenta un diniego di definizione agevolata, per cui non può che essere impugnabile ex art. 19 comma 1 lett. h) del DLgs. 546/92. 
Un caso potrebbe essere l’inammissibilità dello stralcio di carichi che, per disguidi interni (in sostanza per una errata attribuzione del codice), sono pervenuti all’Agente della riscossione come imposte essendo in realtà sanzioni. Un’altra ipotesi può essere quella del mancato/tardivo pagamento delle rate che scadevano da ottobre a novembre 2016 (il diniego potrebbe basarsi sul fatto che, come da censurabile interpretazione di Equitalia, era necessario pagare anche le rate scadute prima di ottobre 2016).
Il secondo aspetto riguarda la scadenza dei versamenti, posto che, come visto, la legge si limita ad indicare il mese di scadenza e non il giorno. Nelle comunicazioni di liquidazione degli importi la scadenza è fissata l’ultimo giorno del mese, per cui va a favore del contribuente.
Ma l’osservazione più importante riguarda la “sorte” delle domanda, o meglio dei carichi che non possono essere onorati per insufficienza di fondi.
In base all’art. 6 del DL 193/2016, il mancato, tardivo oppure insufficiente versamento anche di una sola rata fa saltare la rottamazione, quindi, da un lato, tutto il carico viene esatto senza possibilità di dilazione, dall’altro, viene meno lo stralcio delle sanzioni amministrative e degli interessi di mora.
Avevamo in passato rilevato la lacunosità della legge al riguardo (si veda “Rottamazione dei ruoli dipendente dal singolo carico definito” del 28 novembre 2016): in breve, non era chiaro se l’eventuale mancato pagamento di uno o più carichi facesse saltare tutte le definizioni.
Molti difensori, specie in caso di difficoltà nel reperire i fondi, hanno consigliato di presentare diverse domande, e, a quanto pare, si è trattato di un consiglio proficuo.
Comunicazione impugnabile
Ad ogni istanza perviene una distinta comunicazione, dunque sembra potersi affermare che se il contribuente ha optato, per tutte le istanze, per il versamento rateale, il mancato/tardivo/insufficiente versamento anche di una sola rata riferito a debiti oggetto di una sola istanza non fa venire meno le altre.
Ma vi è di più.
Da quanto emerge dalla comunicazione di Equitalia, lo stesso può dirsi per i diversi carichi compresi nella medesima domanda di rottamazione, a cui è seguita la comunicazione di liquidazione (caso in cui il contribuente ha deciso rottamare tre cartelle di pagamento ed ha presentato una sola istanza).
Le somme da corrispondere, formalmente, sono sì uniche, ma il contribuente può, accedendo al sito internet di Equitalia, generare i bollettini RAV in riferimento ai singoli carichi, omettendo il pagamento per i restanti. Per questi ultimi (e non, dunque, per tutti, almeno da quanto sembra emergere dalla comunicazione), la definizione non produce effetto, quindi dovrebbe potersi riprendere il pagamento delle rate che eventualmente erano in essere.
Ciò che assolutamente non va fatto è omettere o versare tardi o in maniera insufficiente la totalità delle somme o la prima rata mediante i bollettini allegati alla comunicazione: in tal caso, l’inadempienza fa saltare l’intera definizione oggetto della singola domanda, quindi rimarrebbero in piedi solo quelle (eventualmente) oggetto di altre istanze.


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