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Attestazione Obbligatoria per contratti concordati in base ai nuovi accordi


news del 26/04/2018

L’Agenzia conferma la linea formale per la regolarità dei contratti a canone concordato redatti secondo gli accordi ex DM 16 gennaio 2017

 

I contratti a canone concordato, introdotti dalla L. n. 431/98 sono nati con lo scopo di calmierare il mercato delle locazioni abitative prevedendo un canone ridotto “concordato” appunto con le organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative a livello nazionale, in cambio di agevolazioni fiscali in capo ai proprietari.

L’art. 4 della citata norma prevedeva la stesura da parte delle organizzazioni di una “convenzione nazionale” che individuasse i criteri generali per la definizione dei canoni. Alla convenzione nazionale, datata 8 febbraio 1999, è seguito il decreto interministeriale Lavori pubblici-Finanze del 5 marzo 1999, e successivamente il decreto interministeriale Infrastrutture e trasporti-Economia e finanze del 30 dicembre 2002 con il quale sono stati definiti, in mancanza di un unico accordo tra le organizzazioni sindacali della proprietà edilizia e dei conduttori, i criteri generali per la realizzazione degli accordi in sede locale.

Tale decreto aveva stabilito che l’assistenza delle organizzazioni di categoria, per la stesura dei contratti e la determinazione del canone, potesse essere facoltativaritenendo perfettamente validi i contratti sottoscritti esclusivamente tra le parti.
Poiché l’art. 4 comma 1 della della L. 431/98 prevede che venga periodicamente rideterminato il contenuto della convenzione, il 15 marzo 2017 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il DM 16 gennaio 2017 emanato in base alla nuova Convenzione nazionale datata 25 ottobre 2016.

Il DM 16 gennaio 2017, riscrivendo le regole in merito all’attestazione dei requisitiper poter stipulare i contratti a canone concordato, ha previsto che:
- le parti si possano far assistere, nella definizione del canone effettivo, dalle rispettive organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori;
- in alternativa le parti devono chiedere ad un’organizzazione firmataria dell’accordo di attestare, in base alle modalità previste dall’accordo territoriale, la rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all’accordo stesso.

Appare evidente come l’aspetto di maggior distacco, rispetto alla precedente formulazione, consista nell’obbligo, salvo che le associazioni siano intervenute nella stesura del contratto, di dotarsi di tale attestazione che, in base a quanto ha affermato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con nota n. 1380 del 6 febbraio 2018, rappresenta l’elemento necessario ai fini del riconoscimento delle agevolazioni fiscali.

Ritornando sull’argomento, una recente risposta della Direzione Centrale del Coordinamento Normativo (interpello n. 954-119/2018) ha precisato che l’attestazione non risulta necessaria né per i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore del DM 16 gennaio 2017 né per quelli stipulati successivamente a tale data nei comuni ove non risultino ancora in vigore Accordi territoriali in base al DM 16 gennaio 2017.

Pertanto, tale documento risulta necessario esclusivamente nei comuni ove risultino sottoscritti Accordi territoriali in base al DM 16 gennaio 2017 e per contratti di locazione con decorrenza successiva alla data di entrata in vigore dei nuovi accordi.
Per poter verificare l’entrata in vigore dei nuovi accordi si può consultare il sito del SUNIA.

Successivamente, nel corso della riunione al MISE del 12 aprile 2018, oltre a ribadire quanto sopra, il Ministero ha precisato che l’attestazione, in caso di contratti non assistiti, deve essere antecedente alla registrazione disattendendo le speranze di coloro che, avendo già registrato il contratto privo di tale documento, speravano, per poter mantenere le agevolazioni, in una attestazione “postuma” dei requisiti.

La risposta all’intepello prosegue, dal punto di vista pratico, precisando che l’allegazione dell’attestato, in sede di registrazione del contratto, non risulta obbligatoria ma opportuna al fine di documentare la sussistenza dei requisiti nel caso si richieda la riduzione del 30% della base imponibile per l’applicazione dell’imposta di registro. Inoltre l’attestato non sconta alcun tributo in quanto viene considerato, ai sensi dell’art. 11 comma 7 del DPR 131/86, come allegato da non assoggettare autonomamente ad imposta di registro mentre, ai fini dell’imposta di bollo, essendo un documento necessario per certificare la spettanza delle agevolazioni fiscali, è esentato ai sensi dell’art. 5 della Tabella allegata al DPR 26 ottobre 1972 n. 642.

La Direzione centrale non chiarisce, invece, quale valore abbiano le autocertificazioni, previste da alcuni accordi locali, con le quali le parti attestano la congruità dei parametri utilizzati alla base del calcolo del canone. In tal caso, in attesa di una più precisa presa di posizione dell’Agenzia delle Entrate, si ritiene che, ove l’accordo preveda l’autocertificazione delle parti non sarà necessaria alcuna ulteriore attestazione in quanto tale procedura è espressamente prevista nell’accordo stesso. In tal caso sarà opportuno allegare tale documento alla copia del contratto depositata per la registrazione.

 

[Fonte Eutekne]


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