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Spesometro verso l’ultimo appuntamento per il 2018


news del 27/09/2018

 

Ultimo invio del 2018 per lo spesometro, la comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute.

Dal 2019, infatti, l’adempimento - introdotto nel 2010 ed oggetto di significative modifiche nel corso degli ultimi due anni - andrà in soffitta, lasciando spazio alla fatturazione elettronica obbligatoria. Entro il termine del 1° ottobre (il 30 settembre cade di domenica), sia i contribuenti che hanno deciso di inviare i dati con cadenza semestrale, sia quelli che si sono attenuti all’ordinaria cadenza trimestrale devono fare per l’ultima volta i conti con lo spesometro. Tra esoneri soggettivi ed esclusioni oggettive, chi è tenuto all’invio? E cosa occorre comunicare?

Lunedì 1° ottobre 2018 scade il termine per l’invio dello spesometro relativo al primo semestre e al secondo trimestre 2018. In attesa dell’abrogazione definitiva dell’adempimento a decorrere dal 2019, come previsto dalla legge di Bilancio 2018, il decreto Dignità ha fatto slittare alla fine del mese di febbraio 2019 l’invio dello spesometro relativo al terzo trimestre 2018.

Introdotto dall’art. 21, comma 1, D.L. n. 78/2010, e modificato in maniera significativa dal Collegato fiscale 2017, lo spesometro consiste nella trasmissione, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate, da parte dei soggetti passivi IVA, dei dati relativi a tutte le fatture emesse e ricevute nel trimestre di riferimento, incluse le bollette doganali, nonché i dati delle relative variazioni, ogni tre mesi, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre.

Su tale termine è intervenuto il decreto Dignità (art. 11, comma 1, D.L. n. 87/2018) che ha differito al 28 febbraio 2019 la trasmissione dei dati delle fatture del trimestre luglio-settembre 2018.

Il decreto Dignità ha precisato che i contribuenti che, anche per il 2018, hanno optato per l’invio semestrale dello spesometro sono tenuti trasmettere i dati relativi al primo semestre entro il 30 settembre 2018 e quelli relativi al secondo semestre entro il 28 febbraio 2019.

 

 

Trimestre o

semestre di

riferimento

Contribuenti

Trasmissione

Aprile, maggio, giugno

Contribuenti che trasmettono i dati con

cadenza trimestrale

1° ottobre 2018

(il 30 settembre cade di domenica)

Gennaio-giugno

Contribuenti che hanno optato per la trasmissione

dei dati con cadenza semestrale

1° ottobre 2018

(il 30 settembre cade di domenica)

Luglio, agosto, settembre

Contribuenti che trasmettono i dati con

cadenza trimestrale

28 febbraio 2019

Luglio-dicembre

Contribuenti che hanno optato per la trasmissione

dei dati con cadenza semestrale

28 febbraio 2019

 

 

Il 2018 è l’ultimo anno per la trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute dato che, come previsto dalla legge di Bilancio 2018, l’invio dello spesometro sarà definitivamente soppresso e, di fatto, sostituito dall’introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica.

 

Esterometro dal 2019

L’obbligo comunicativo resterà in vigore - anche a seguito dell’introduzione dell’obbligo della fattura elettronica - per i soggetti passivi operanti con l’estero, i quali sono tenuti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche.

La trasmissione telematica di tali dati dovrà essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.

 

Sanzioni

Per l’omissione, l’incompletezza o inesattezza dell’adempimento, è prevista la sanzione di 2 euro per ciascuna fattura, entro il limite massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre; la sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di 500 euro, se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati; in caso di ripetute violazioni, non è applicabile il cumulo giuridico.

Tanto detto, andiamo nel concreto, identificando chi è tenuto ad inviare lo spesometro e quali sono le operazioni da comunicare.

 

Chi deve inviare lo spesometro

Sono tenuti ad inviare lo spesometro i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni rilevanti ai fini dell’imposta.

Sono pertanto esclusi da tale adempimento i soggetti in regime forfetario ex art. 1, commi 54-89, legge n. 190/2014 e coloro che dal 2015 si sono avvalsi, ai sensi dell’art. 27, commi 1 e 3, D.L. n. 98/2011, del regime dei minimi, i quali non annotano le fatture, non addebitano l’imposta in fattura ai propri clienti, non detraggono l’IVA sugli acquisti, non la liquidano, né la versano e non sono obbligati a presentare la dichiarazione IVA.

Inoltre il decreto Dignità ha eliminato l’obbligo dello spesometro per i produttori agricoli assoggettati a regime IVA agevolato.

Nello specifico lo spesometro è abrogato per i produttori agricoli che hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare, un volume d’affari non superiore a 7.000 euro, e che sono esonerati dal versamento dell’IVA e da tutti gli obblighi documentali e contabili dall’art. 34, comma 6, D.P.R. n. 633/1972.

Viene quindi eliminata la previsione che era finalizzata a rendere più efficienti le attività di controllo relative alla rintracciabilità dei prodotti agricoli e alimentari. 

Il decreto Dignità ha trasformato il parziale esonero per i produttori siti in zone montane in un esonero totale con decorrenza dal 1° gennaio 2018.

 

Quali sono i dati da comunicare

I soggetti passivi IVA devono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate, con riferimento alle operazioni rilevanti ai fini IVA, i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, e di quelle ricevute e registrate ai sensi dell’art. 25 del decreto IVA, comprese le bollette doganali e le note di variazione.

I dati potranno essere inviati esclusivamente in forma analitica (e non più anche in forma aggregata come poteva avvenire nel modello polivalente). Tuttavia il Collegato fiscale 2018 ha previsto che - in luogo delle singole fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300 euro, registrate cumulativamente - i contribuenti possono trasmettere i dati del documento riepilogativo.

Con specifico riferimento a tale possibilità, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, nel caso di trasmissione per riepilogo dei dati delle fatture emesse e ricevute di importo inferiore ad euro 300, registrate cumulativamente, detto importo deve essere considerato comprensivo di IVA.

Restano escluse dall’obbligo di comunicazione le operazioni che non sono documentate da fatture, qualunque ne sia l’imposto. In altri termini, non sono oggetto di comunicazione le operazioni documentate da scontrino o ricevuta fiscale.

[Fonte Ipsoa]


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